Ospitalità, Cultura Rurale e Ciucciopolitana nel Cilento Interiore e Ulteriore
Un diario di viaggio permanente per chi è in cammino verso la Città del Quarto Paesaggio: il Laboratorio di Casale Il Sughero a Vibonati
giovedì 8 gennaio 2026
domenica 17 aprile 2016
Inaugurazione MUM (Museo Ugo Marano) in Cilento
Dal 29 Aprile al 1° Maggio turismo esperienziale di nuova urbanità nel Parco del Cilento: si inaugura alla Ferriera di Morigerati il MUM (Museo Ugo Marano): percorsi di Ciucciopolitana (tratta Morigerati-Vibonati), accoglienza diffusa anche a Casale Il Sughero e all'Ateneo Nomade Triangolare...
martedì 20 ottobre 2015
Nuovo conferimento di cattedra all'Ateneo Nomade e Triangolare
In data 16 Ottobre 2015
L'ATENEO NOMADE E TRIANGOLARE
conferisce al Prof.
SANDRO PITTALUGA
la Cattedra in
"Profonda operosità inoperosa"
Con l'ausipio, l'onere e l'onore che la nuova Voce porti la Sua testimonianza in Ateneo, dando così seguito ai comuni intenti di pensare e realizzare l'Altra Città Possibile del Quarto Paesaggio.
IL RETTORE
Pasquale
Persico
Il Pres.
dell’Associazione LA CASA DI PITAGORA
Amedeo
Trezza
mercoledì 1 luglio 2015
All'Ateneo Nomade il 4 luglio la seconda tappa di AttraversaMenti
Il 4 luglio, dalle 10 in poi, l'Ateneo Nomade Triangolare a Casale Il Sughero a Vibonati apre le porte alla seconda tappa del viaggio-evento fisico e concettuale 'AttreversaMenti', accompagnato lungo il percorso dalle voci di Franco Arminio e Monica Bocci, alla quale per l'occasione il giorno 4 conferiremo la 'Cattedra nomade' di Pianificazione muta per il suo testo "Paesaggi creativi". Di seguito il testo integrale a cura di Pasquale Persico.
AttraversaMenti
Da Ortega ad
Ortega
Viaggiare da
Matera al Golfo di Policastro ed oltre come faceva Ortega il grande pittore ed
intellettuale spagnolo e portare con noi le poesie ed i pensieri di decodifica
dei luoghi : ecco la proposta culturale proposta da MarateContemporanea per
l’Estate e l’Autunno.
La Casa di
Ortega è a Bosco paese cancellato e diventato borgo del comune di S. Giovanni a
Piro (Cilento), per essersi ribellato ai Borboni per un’Italia unita, mentre l’altra
casa era a Matera ma spesso lo sguardo era oltre fino al Salento e verso la Grecia .
Come omaggio
alle Menti capaci di attraversare i luoghi con l’arte ed il pensieri rivolti
alla speranza dell’improbabile fino all’utopia , DNA MarateaContemporanea propone
di viaggiare, come primo viaggio, insieme a libri e fogli sparsi che raccontano
dei Paesaggi creativi che la storia lega o dimentica, illumina o oscura.
La prima
occasione è il Documento strategico Montagna
Materana di Franco Armino che
viaggia insieme al Libro di Monica Bocci Paesaggi
Creativi.
I due
contributi , con linguaggi differenti ma in empatia delle Menti, cercano una prospettiva ai cosiddetti territori interni o interiori, quelli che la
storia recente classifica in anoressia demografica o in abbandono (Vedi
approccio Fabrizio Barca).
Ebbene lo
slancio poetico e letterario, in questo caso prevale sulla scrittura tecnica,
sebbene questa conservi la propria specificità di programma processo adeguato
agli obiettivi, ed ecco perché MarateaContemporanea propone una mostra d’arte itinerante
delle due Opere.
La Galleria
nel Centro Storico di Maratea come prima tappa d’artisti, poi a Morigerati come accompagnamento di idee al
progetto Took- Cilento e poi a Bosco, Museo Ortega; un viaggio lento sui temi dello sviluppo delle aree in
difficoltà ma con Menti veloci nella diagnostica necessaria
. Ancora in
viaggio fino a Montemurro (PZ), alla Scuola dei Graffiti d’arte sul rurale
contemporanea, in Agosto , per poi congiungersi con gli autori ad Aliano, al
Festival della Paesologia per una temporanea stanzialità di confronto e
programma. Finalmente Matera non è lontana e mostrarsi come accumulo culturale di attraversaMenti
non sarà banale, ma utile a disegnare
nuove geografie di viaggi.
I due autori
non consigliano di emettere biglietti di viaggio di andata e ritorno, essi
hanno la speranza che il viaggiatore dia una interpretazione del tempo e dello
spazio utile ai territori attraversati fino a riconoscerli come luoghi propri,
dell’Altra città che cercavano, un
riconoscimento sentito alle identità creative incontrate di paesi non più soli
ma componenti di un arcipelago di nuova urbanità.
Prima
Tappa Galleria MarateaContemporanea
giovedì 2 Luglio ore 18 , Sabato 4 luglio ,seconda tappa, Ateneo Nomade e
Triangolare Casale Il Sughero ore 10:30,
sarà presente Monica Bocci.
martedì 23 giugno 2015
Nuovi conferimenti nell'Ateneo Nomade e Triangolare
Nel proseguire le sue attività plectiche e interdisciplinari di questi ultimi mesi e viste le sue recenti attività, l'Ateneo Nomade e Triangolare conferisce le nuove seguenti Cattedre:
1. Cattedra di cinematografia sincera
al regista Stefano Martone (per la sua lezione triangolare tenuta nelle scorse settimane all'Ateneo in seguito alla presentazione cilentana del suo documentario "Lucciole per lanterne" a Sapri);
2. Cattedra ad honorem "Ancel Keys"
all'artista Matteo Fraterno per le sue opere "La mia pasta- La dieta mediterranea";
3. Cattedra di Pianificazione Muta
alla Docente Monica Bocci per il suo recente lavoro intitolato "Paesaggi creativi" e impegnata nel progetto in corso Took Cilento-Marche.
1. Cattedra di cinematografia sincera
al regista Stefano Martone (per la sua lezione triangolare tenuta nelle scorse settimane all'Ateneo in seguito alla presentazione cilentana del suo documentario "Lucciole per lanterne" a Sapri);
2. Cattedra ad honorem "Ancel Keys"
all'artista Matteo Fraterno per le sue opere "La mia pasta- La dieta mediterranea";
3. Cattedra di Pianificazione Muta
alla Docente Monica Bocci per il suo recente lavoro intitolato "Paesaggi creativi" e impegnata nel progetto in corso Took Cilento-Marche.
lunedì 16 giugno 2014
Nuova ruralità: chic e radical chic...ma esiste una terza via?
Corsi bio e appuntamenti green ormai ovunque: solo moda per guadagnare qualcosina con le nuove tendenze che stanno diventando di massa e in cui tutti ormai si buttano...che tristezza!
Noi che siamo partiti nel 2006 con la nostra proposta di Casale Il Sughero in anticipo sui tempi che andavano maturando, quando cioè ancora i temi della nuova agricoltura e della riscoperta della terra non andavano di moda e pochissimi ne parlavano, ci siamo resi conto con l’esperienza maturata fino ad oggi che c’è il rischio forte che questo nuovo fermento diventi l’ennesima moda del momento priva di contenuti e che questa moda (che già si sta palesando con tutta la sua forza) inflazioni l’ambiente e i veri temi del ritorno alla terra e si declini in due modalità lontane tra loro ma entrambe dominate dalla retorica.
Il tanto auspicato ritorno alla terra, ovvero ai temi della resilienza delle aree rese marginali dagli ultimi decenni di sviluppo industriale e terziaristico, attraverso una vero e proprio riscatto delle aree rurali e un rilancio dei temi dell’agricoltura e del sostentamento primario, cammina su di un crinale molto affilato dove è facile scivolare verso la retorica.
Da un lato è facile – come già accade da più parti – fare del ritorno alla terra un ulteriore tentativo post-sessantottino di rivendicazione dei temi più o meno sovversivi della sinistra militante (ritorno degli ecovillaggi, comuni, nipoti dei figli dei fiori, ecc..) con derive a tratti new age e a tratti orientalizzanti, fino a scadere nella strumentalizzazione politica della terra.
Da un altro lato è altrettanto facile cavalcare il ritorno alla terra sfruttando marchi e legislazioni comunitarie per mettere sul mercato più o meno veritieri prodotti super titolati dei migliori marchi di qualità, in parte comprati e in parte ottenuti con la retorica al fine di fare business conquistando i mercati con prodotti di nicchia costosissimi, così travisando completamente la natura sincera dei prodotti della terra e il loro valore antropologico di sussistenza e di identità territoriale di appartenenza.
In entrambi i casi si strumentalizza il tema della terra, si fa retorica e si gioca con la tradizione: nel primo caso facendo finta che nulla sia cambiato e trastullandosi nell’atteggiamento da vecchi contadini; nel secondo caso facendo della memoria solo marketing per un successo di mercato. In entrambi i casi si attinge ai depositi della memoria con retorica. In entrambi i casi la dimensione del racconto è quella della favola.
Invece il vero gesto rivoluzionario, ma scomodo perché fa guadagnare poco e non va di moda, è uscire dalla retorica della nostalgia. È possibile fare agricoltura e turismo, abitare un territorio senza vendere la favola della nostalgia.
domenica 9 marzo 2014
Quando in tanti cominceranno a darmi ragione e a pensarla come me allora vorrà dire che quell'idea non è più valida o che è giunta l'ora di andare da un'altra parte
C'è qualcosa che non va: tutti parlano di ritorno alla terra, di decrescita, di nuova ruralità, di biologico, di nuovi contadini, di natura, di sostenibilità...convegni, manifestazioni, teatri, eventi, mercatini...questa cosa mi inorridisce.
E' diventata una moda: c'è chi lo fa per emulazione, chi per nuovo conformismo, chi per politica, chi per fregarsi i contributi europei, chi per tendenza.
Io per mia natura aborro il facile consenso, mi fa venire la nausea.
Ed è in questi momenti che mi ritorna in mente l'aforisma di Goethe che recitava più o meno così: "Quando in tanti cominceranno a darmi ragione e a pensarla come me allora vorrà dire che quell'idea non è più valida o che è giunta l'ora di andare da un'altra parte".
lunedì 20 gennaio 2014
Polifonie urbane
Domenica 26 Gennaio 2014
L'Ateneo Nomade e Triangolareospita a Vibonati la Prof.sa Lidia Decandia (già docente in Tecnica e pianificazione urbanistica all'Univ. di Sassari) e qui titolare della "Cattedra di Architettura dei mutamenti urbani" presso lo ANeT e il paesologo Franco Arminio per un nuovo conferimento di Cattedra.
Saranno inoltre presenti Pasquale Persico, Maria Cerreta, Pasquale Napolitano e Amedeo Trezza
[…] un
territorio non più segnato da confini ma da filtri aperti. Spugne porose,
plessi e flussi relazionali in grado di ramificarsi organicamente sino a
diventare deboli e incerti […]. Un sistema connettivo debole e leggero […] (Decandia L., Polifonie urbane. Roma: Meltemi 2008, p.171)
Programma della giornata
Ore 11.00 L'asino Au(go)stino, ‘Docente di Semiotica del paesaggio’ terrà una lezione di decodifica del territorio accompagnato dai presenti.
Ore 13.00 Pranzo presso ‘Casale il Sughero’
Ore 14.30 Amedeo Trezza e Lidia Decandia rivisitano i temi della città e dell'altra città a partire dal contributo "Polifonie urbane" di Lidia Decandia (Roma: Meltemi 2008).
Ore 16.00 Conferimento della Cattedra di “Poetica e pensieri dei territori del Mediterraneo interiore” a Franco Arminio con benvenuto dell'Ateneo Nomade e Triangolare.
A seguire, dibattito, emozioni e scambio di beni relazionali.
A Casale Il Sughero, Contrada Grasso n.1, 84079 Vibonati (SA). Siete tutti invitati, previa conferma individuale.
Ore 11.00 L'asino Au(go)stino, ‘Docente di Semiotica del paesaggio’ terrà una lezione di decodifica del territorio accompagnato dai presenti.
Ore 13.00 Pranzo presso ‘Casale il Sughero’
Ore 14.30 Amedeo Trezza e Lidia Decandia rivisitano i temi della città e dell'altra città a partire dal contributo "Polifonie urbane" di Lidia Decandia (Roma: Meltemi 2008).
Ore 16.00 Conferimento della Cattedra di “Poetica e pensieri dei territori del Mediterraneo interiore” a Franco Arminio con benvenuto dell'Ateneo Nomade e Triangolare.
A seguire, dibattito, emozioni e scambio di beni relazionali.
A Casale Il Sughero, Contrada Grasso n.1, 84079 Vibonati (SA). Siete tutti invitati, previa conferma individuale.
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