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mercoledì 16 ottobre 2013

Inaugurazione del percorso escursionistico "Sentiero delle Sughere"

L'EVENTO


Domenica 20 Ottobre 2013 sarà inaugurato in collaborazione col CAI di Potenza il percorso escursionistico denominato ‘Sentiero delle Sughere’ con partenza alle ore 8.30 presso il bio-agri-b&b ‘Casale Il Sughero’ alla Contrada Grasso di Vibonati, con sosta a San Cristoforo intorno alle 11.30 e arrivo a Santa Marina presso il ristorante ‘La Baita’ in Via Santa Croce verso le ore 13.30. L’iniziativa eco-turistica il ‘Sentiero delle Sughere’ è ideata e promossa dalla neonata Associazione Culturale vibonatese 'Ciucciopolitana' (che si occupa di onotrekking e attività ludico-rurali sul territorio) e dall'escursionista  Pietro Cifrodelli.

Chi è interessato al pernottamento di sabato (per partire la mattina riposati) o al pranzo finale all'arrivo (per entrambi è richiesto un contributo) può contattarci: info@casaleilsughero.com.


IL CONCEPT

Il ‘Sentiero delle Sughere’ è un percorso di trekking e ono-trekking ad alto valore storico-architettonico, naturalistico e paesaggistico che attraversa l’entroterra collinare di tre comuni del Golfo di Policastro, Vibonati, Ispani e Santa Marina e attraversa i centri storici di Ispani, San Cristoforo e Santa Marina. Parte dell’intero percorso ripropone le antiche vie di transito e di collegamento tra gli abitati comunali e molte loro contrade attraversando le preziose sugherete ancora presenti sul territorio.

venerdì 8 marzo 2013

Menti e sementi


Ci incontreremo sabato 23 marzo, di pomeriggio alle ore 15 a Casale Il Sughero (vicino Vibonati, adiac. pineta di S.ta Lucia) per incontrare le nostre idee sui temi della collaborazione di menti e coscienze sul territorio, davanti a una fetta di dolce…

Ci rivolgiamo a chi, a partire dal comprensorio del Golfo di Policastro, ha in mente una idea diversa di crescita e sviluppo e vuole concretamente nel suo piccolo, senza personalismi e in maniera a-gerarchica, infittire e materializzare la rete che va man mano formandosi a partire dal digitale, incarnandola appunto nel reale dei rapporti umani e del presidio quotidiano del territorio (diremo 'digi-reale').

In particolare ci stiamo ritrovando a discutere su:

1) una idea avanzata di gas, inteso come occasione di ridefinizione dei concetti e dei comportamenti dello stare insieme e non solo come una tecnica di acquisto critico, ma una vera e propria occasione di riposizionamento socio-culturale;

2) una idea di interazione tra persone e luoghi secondo una pratica antica come il mondo eppure straordinariamente moderna e rivoluzionaria, quella del baratto, un ‘baratto felice’;

3) il tentativo di proporre anche nel nostro contesto un’altra declinazione dello stare insieme critico e costruttivo e soprattutto solidale, quella della ‘banca del tempo’, altrove così ben avviata e che ben si potrebbe intrecciare al gas e al baratto.

Questi approcci, e quanti altri vorranno e sapranno venir fuori dal nostro incontro spontaneo e informale, ci auguriamo serviranno tutti a ridefinire i ruoli di ‘produttore’ e di ‘consumatore’ alla luce di una micro-socialità di zona (oltre che di una micro-economia) ‘a km 0’, o meglio potremo dire, ‘a km golf-0’.

domenica 2 dicembre 2012

Nuove ruralità del Quarto Paesaggio: appunti per un possibile approccio semiotico


Altrove è stato messo a tema il concetto di ‘turismo’ (cfr. Turismo e 'anti-turismo'): crediamo che esso non sia tanto un fenomeno da osservare nelle sue dinamiche di manifestazione nei luoghi turistici ma a partire invece proprio da luoghi apparentemente lontani, come quelli del quotidiano (città, contesti di provenienza dei turisti) e nella peggiore delle declinazioni (che sembra però quantitativamente la più frequentata) appare sempre più come uno sfogo, un sintomo del malfunzionamento di una società, dell’insoddisfazione e frustrazione di fondo della società contemporanea. Il piacere della scoperta del viaggio troppo spesso lascia il posto al desiderio (forse solo al bisogno?) di congiungersi a un oggetto di valore le cui fattezze sono spesso state artatamente costruite e indotte dalla società del consumo. Da qui la differenza tra consumare (anche un territorio) ed esperire un luogo.

I contrasti tra il moderno e l’arcaico, tra il metropolitano e il rurale che spesso il turismo mette in atto non possono inscriversi in un presunto imbastardimento di un luogo ‘naturale’ e ‘intatto’ (Dio solo sa la purezza e la naturalezza dove stanno di casa, cosa mai esse siano e quale posto occupino semmai piuttosto solo nel nostro immaginario fantastico), come ad esempio dalla presenza di un oggetto di consumo globalizzato o globalizzante ‘immesso’ in un contesto assunto come ‘naturale’, anzi siffatte temporanee commistioni e tessiture lanciano la sfida della contemporaneizzazione dei luoghi sublimi rurali e stimolano la semiosi, la continua interpretazione del reale e dei flussi (di persone e di pratiche) di/in un territorio. 

martedì 6 novembre 2012

Ospitalità Rurale in Cilento


L'ospitalità rurale è: 
il contrario di agri-turismo, ovvero è abitare un territorio agricolo naturale spesso spopolato rispettandolo e traendo da esso sostentamento primario, partecipare attivamente alla sua vita, alle sue dinamiche, alla sua salvaguardia, viverlo nella dimensione della quotidianità e aprire la dimora della propria famiglia al viaggiatore consapevole e attento, accoglierlo e renderlo partecipe della possibilità di una nuova forma di urbanità.

L'ospitalità rurale non è: 
l'agri-turismo, ovvero non è dislocare in un posto tranquillo una struttura ricettiva, declinare al modo naturale la vacanza conservando i confort, i costumi e i parametri concettuali di sempre, consumando ancora una volta, magari in maniera più sottile, un territorio rurale, snaturandolo. 

Contadini eroici e sobri (foto dal web)
Purtroppo assistiamo da alcuni anni a questa parte ad una continua e preoccupante inflazione linguistica in tema di sostenibilità ed ecologia nel settore turistico-ricettivo (leggi ad es. il precedente articolo del nostro blog: Turismo e anti-turismo: inflazioni linguistiche e pratiche devianti) che ci porta a imbatterci sempre più in finti agriturismi e residenze rurali, improbabili agri-campeggi e villaggi rurali che nascondono purtroppo solo strutture di vecchia concezione malcelatamente riconvertite in maniera più o meno posticcia per stare al passo con le mode del momento ma conservando sostanzialmente la loro impronta commerciale di basso profilo.

domenica 28 ottobre 2012

Turismo e 'anti-turismo': inflazioni linguistiche e pratiche devianti

Ai nostri giorni che vanno di moda termini come 'sostenibilità', 'ecologico', 'responsabile', 'naturale', 'biodiversità', 'eco-compatibilità', 'biologico', nel campo del turismo si parla di conseguenza sempre più spesso di 'agriturismo' anziché di hotel, di turismo 'sostenibile e responsabile', di turismo 'ecosostenibile', di viaggio ecologico, di 'agri-campeggio' anziché di campeggio, di 'villaggio rurale' anziché di residence, di 'residenza rurale' anziché di villa. Anche il Cilento ne è pieno...
Molto spesso però abbiamo a che fare con l'ennesima moda linguistica che cela strategie di marketing dove nel migliore dei casi abbiamo un alberghetto di campagna con un po' di terreno anziché affacciarci su di una strada statale. 
Infatti tante strutture ricettive cosiddette 'agri-turistiche' che seguono questa tendenza non fanno altro che aggiungere qualche animale o qualche orticello negli spazi comuni, dove però continuano a trovare posto piscine, aria condizionata e tutti i confort della civiltà industriale. Ma nei fatti non sono altro che ciò che sono sempre state, luoghi di svago e di vacatio per turisti frettolosi e disattenti che ancora una volta - e oggi nella declinazione del verde e della natura - vogliono svagarsi prima di ritornare in città.
Questo si chiama consumo del territorio e sottintende una concezione del naturale e di ciò che non appartiene ai sistemi cittadini solo come finalizzato allo svago provvisorio, ciò che chiamo la 'disneyland-izzazione' del mondo: ovvero l'altro inteso come riposo o svago alla ricerca dell'inedito e del divertente prima di ritornare nei ranghi cittadini il lunedì mattina o a fine estate.